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Date: 02/09/2017 Tags:

Interpretare se stessi

“E’ assurdo dice la ragione, è infelicità dice il calcolo, non è altro che dolore     dice la paura, è vano dice il giudizio, è ridicolo dice l’orgoglio, è avventato dice     la prudenza, è impossibile dice l’esperienza, è quello che è dice l’amore”        – Erik Fried –

VerdeTeatro, recitazione, lettura espressiva

I corsi di Teatro, Recitazione e Lettura espressiva, non sono solamente finalizzati alla rappresentazione teatrale.

I corsi possono essere funzionali ad una migliore conoscenza di sè attraverso la parola e la sua espressione.

Saper parlare, saper utilizzare la propria voce, conoscere bene la propria lingua può diventare un mezzo espressivo efficace in grado di migliorare sensibilmente la vita di tutti i giorni.

Partecipare a un corso di questo tipo può essere un approccio diverso per migliorare la comunicazione con gli altri, per vincere la timidezza, per imparare a socializzare e quindi, per essere in grado di vivere in maniera naturale il ruolo che tutti i giorni siamo chiamati ad interpretare.

Gli allievi sono liberi di scegliere se frequentare i corsi singolarmente o se preferiscono corsi integrati in cui approfondire più discipline (teatro, recitazione, improvvisazione, espressività e danza) per ambire ad una sempre più ampia completezza artistica.

La mia  esperienza

Roberto calca per la prima volta le tavole del palcoscenico con la Compagnia Teatrale del Calandrino di Parma, una compagnia fondata nel 1987 ma che, per esperienza e preparazione dei promotori, costituisce una continuità teatrale e culturale già dal 1960.

Sotto la sapiente guida dell’indimenticato Tito Livio Rossi, Roberto recita in  “George Dandin” di Molière, “Càsina” di Tito Maccio Plauto, in “Visita di Condoglianze” di Achille Campanile e in “Delirio a due” di Eugene Ionesco. Ed è proprio grazie a queste esperienze che Roberto si avventura nei sentieri inverosimili del teatro dell’assurdo di cui Campanile è uno dei precursori e Ionesco uno dei massimi esponenti.

Nel 2002 durante il suo soggiorno in Australia viene scritturato dalla compagnia Opera House di Sydney per ricoprire un ruolo nell’opera “Fidelio” di Beethoven.

Nel 2004 Roberto decide di fondare a Reggio Emilia, assieme a Erika Patroncini, una compagnia teatrale tutta sua che si chiamerà Compagnia degli Assurdi (dall’omonimo genere teatrale). Roberto Caiti ed Erika Patroncini (sua compagna in questa esperienza), provenienti da differenti esperienze artistiche, decidono di convogliare le loro rispettive competenze impiegandole nella realizzazione di spettacoli teatrali di vario genere.

L’obiettivo primo della compagnia è stato quello di rivisitare testi teatrali, mettendoli in scena secondo una chiave di lettura più attinente alla contemporaneità.  Erika e Roberto riescono in questo modo a dare origine alla loro prima opera, dal titolo: “I Deliranti”. La regia affidata a Roberto Caiti è una sfida avventurosa che tenta di cogliere il messaggio di Ionesco, avvalendosi di un ritmo costante e vitale che dona leggerezza ai vapori cervellotici della commedia, disperdendoli in un gioco.

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