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Vacanze Studio

“L’America,  il mio primo viaggio, la mia prima vera sfida,un paese dalle 1000 contraddizioni”

“L’Australia,  un sogno che mi ha sempre affascinato dall’età di 12 anni, un paese che mi ha profondamente cambiato”

Tutto iniziò così

“FLY HOME” -”WHEN I’M TALKING, YOU SHUT UP”

Tutto è iniziato con la mia esperienza come Vice Direttore e Direttore per campus estivi per ragazzi all’estero. Durante i soggiorni estivi il mio ruolo era di notevole responsabilità e controllare un turnover di 450 – 600 ragazzi dai 13 ai 17 anni non è una cosa semplice. Che cosa potevo fare per poter essere allo stesso tempo un punto di riferimento ma non essere  troppo rigido e severo con gli ospiti del soggiorno? Come controllare una “carica energetica inesauribile” che caratterizza l’euforia di questo periodo adolescenziale?

Ecco che ad ogni meeting di benvenuto, il mio modo per far capire che le regole dovevano essere rispettate, informavo gli ospiti che ad ogni grave comportamento avrei rispedito a casa con volo diretto gli stessi. Come però addolcire la pillola? Eravamo in un paese anglosassone e quindi quale miglior modo se non cognare un termine Inglese come “FLY HOME” cioè volare a casa. Poi per poter avere la loro attenzione chiedevo in modo molto diretto di “tacere” quando io stavo parlando ecco il perchè di  “WHEN I AM TALKING… YOU SHUT UP”.

In realtà all’epoca non immaginavo che i ragazzi, con la loro frescezza e  spensieratezza  potessero sdrammatizzare in diversi e divertenti modi questa punizione. Quindi ogni volta, ad ogni turno c’erano IMITAZIONI, TORTE, JINGLES, CANZONI, BALLETTI, BARZELLETTE, SKETCHES, ABITI ispirate alla mia “minaccia” iniziale è cioè “FLY HOME”. Il termine ha fatto quindi il giro di tutto il globo, attraverso internet, ormai come parola d’ordine per riconoscere i campus diretti dal nostro staff.

Quindi tornato in Italia ho pensato ad un progetto per poter far continuare quella meravigliosa esperienza vissuta con tutti i ragazzi, che  spesso sono additati come troppo superficiali, immaturi e poco creativi, ma che in realtà hanno dimostrato di  avere tanto  da  comunicare e trasmettere soprattutto se trattati come adulti. Dopo tanto pensare ecco l’idea di continuare un’eperienza che riunisca tutti noi in una organizzazione che porta il nome di “COOLTOUR”, che mira a mettere al centro di tutti i ragazzi e la loro soggettività.

Questo vuole essere il mio primo grazie a tutti i ragazzi perchè per me sono stati  fonte di ispirazione.

Eccoci quindi pronti per una nuova apposianante avventura tutti insieme.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI !
Roberto &  Giada

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